Cat: News - Domenica 27 Gennaio 2019
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Cat.: News - Venerdì 30 Agosto 2019
Una galassia che interessa a tutti: a chi è già entrato in questo mondo, quello della previdenza e a chi soprattutto deve arrivarci. Le nuove generazioni e quelle di mezzo, che ancora hanno qualche anno lavorativo davanti, devono iniziare a preoccuparsi e ad interessarsi sul tema pensione, sempre più scottante.“La pensione va presa da vivi e non è nella possibilità di tutti” questa citazione o meglio provocazione, ha un fondo di verità ed un problema di base. La prima è che l’età media di vita di un individuo si è allungata rispetto a 50 anni fa e da ciò nasce il vero problema: si va sempre più tardi in pensione e con meno assegni, perché? Il sistema previdenziale Italiano purtroppo inizia a manifestare le prime criticità, dovute sostanzialmente a due fattori, la vita media che si allunga e dall’altra parte meno persone che lavorano e che quindi contribuiscono a garantire una sostenibilità del sistema previdenziale.Questa bilancia non è più in equilibrio, le persone andranno in pensione sempre più tardi con pensioni sempre più magre.
Ritornando a più di 20 anni fa grazie alla riforma Dini viene creato il sistema contributivo che sostituisce quello retributivo. Oggi ci sono delle criticità che fanno la differenza tra chi va in pensione con il primo sistema o con il secondo. Chi va in pensione con il metodo retributivo avrà un gap rispetto all’ultimo stipendio “solamente” del 10/20% e quindi non si lamenta, mentre con il sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini nel 1995 c’è una formula che esprime la pensione che è data da contributi versati moltiplicati per un coefficiente di rivalutazione: questo montante contributivo poi si trasforma in rendita in base a dei coefficienti di conversione.
CONTRIBUTIVO = Contributi versati X Coefficiente di rivalutazione = Montante X Coefficiente di trasformazione
In questi tre fattori ci sono gli elementi di criticità perché nei contributi c’è sempre più instabilità lavorativa, i giovani entrano sempre più tardi nel mondo del lavoro ma purtroppo anche le persone che hanno tra i 55 ed i 59 anni escono prima perché molte aziende sono in crisi e la parte contributiva manca. Dall’altra parte la rivalutazione nel tempo avviene in base al PIL dell’Italia: anche questo dato è sempre basso e questi contributi non hanno adeguate rivalutazioni nel tempo. E’ una forbice che rischia di creare diversi problemi.
Il monitoraggio della propria situazione previdenziale è molto importante, chi ha già ricevuto la “busta arancione” dall’Inps è avvantaggiato. Chi non l’avesse ancora ricevuta può direttamente andare sul sito dell’Inps richiedere i propri codici per controllare la propria situazione. Resta uno strumento molto valido perché ci da una storia passata della nostra situazione previdenziale e non è così scontato trovare tutti i contributi versati perché qualche brutta sorpresa può rivelarsi. Questo sistema è a disposizione di tutti e in esso possiamo trovare la data di pensionamento e quale sarà la rendita rispetto all’ultimo stipendio percepito.
Gli strumenti previdenziali sono molteplici, si possono trovare i classici fondi pensione oppure le polizze vita tradizionali o ancora si potrebbe optare per strumenti finanziari che vanno ad integrare quella che è la situazione pensionistica. Certo dal punto di vista previdenziale i fondi pensione hanno il grande vantaggio di avere un importante risparmio fiscale legato proprio a quello che sono gli scaglioni reddituali quindi chi versa il massimo deducibile 5.164 euro, in base al proprio scaglione può avere un bel risparmio dal 23 al 43 % sicuramente un bell’incentivo.
E tu, come immagini il tuo domani? Hai cominciato ad integrare la tua pensione? Non aspettare, agisci per prevenire e limitare situazioni che non dipendono da te.
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